di Sidney Gusman (16-12-08
1)
Perchè hai deciso che la serie avrà una fine nel 2010? Arrivati lì si
saranno esaurite tutte le storie di Ned Ellis che avresti voluto raccontare?
Negli anni Magico Vento è diventato un lungo romanzo/saga, nel quale i
singoli episodi erano legati da una continuity sempre più stretta. Una
storia così, deve avere una conclusione, altrimenti diventa una di quelle
novelas infinite in cui i protagonisti invecchiano insieme al pubblico.
Ecco perchè ho voluto completare l'opera, ora che la serie è ancora vitale, evitando il rischio di un declino per mia stanchezza del genere western (che ormai scrivo da quindici anni) oppure per una progressiva diminuzione di vendite che costringerebbe ad abbassare la qualità facendo lavorare disegnatori meno bravi e che costano di meno, oppure ancora per um crollo di mercato che in questi tempi di crisi è più che possibile. Insomma, tutte queste considerazioni mi hanno spinto a completare il progetto.
2) Hai riservato qualcosa di grandioso per il finale? Cosa possono
aspettarsi i lettori? Fino a che albo arriverà Magico Vento?
Magico Vento terminerà con l'episodio 130 (o 131) cui seguirà lo Speciale
che avevamo tanto promesso ai lettori e che è diventato davvero "speciale"
perchè dentro una cornice unitaria, ospiterà tre episodi inediti: uno
(disegnato da Marcello) risale al principio della serie, un altro racconta
la prima inchiesta giornalistica e investigativa di Poe e l'ultimo un
episodio della vita di Ned verso la fine delle sue avventure, ambientato
in Messico.
Le storie prima dello speciale (cioè quelle del 2009/2010) sono divise
in tre cicli: il primo, in corso di pubblicazione in Italia, racconta
dell'inseguimento di Ned a Hogan lungo tutto il corso del Mississippi
fino allo scontro finale nelle paludi di New Orleans, il secondo racconta
dello spostamento di Ned attraverso il Texas e il New Mexico per raggiungere
i ribelli apache di Victorio in Arizona, e l'ultimo le guerre apache fino
alla morte di Victorio in Messico.
Se avessi continuato oltre, avrei dovuto raccontare il declino delle nazioni indiane fino a Wounded Knee, e la storia sarebbe diventata tristissima.
3) Come ha reagito Sergio Bonelli? Nella Casa Editrice non è normale
che le serie abbiano un inizio, mezzo e fine predefiniti.
Sergio è stato molto in dubbio. In questi ultimi anni si sono prodotte molte mini-serie, ma Sergio resta affezionato alle serie lunghe e potenzialmente infinite. Però queste serie oggi si trovano a dover risolvere notevoli problemi di numero dei disegnatori, degli sceneggiatori, di dimensioni dello staff... e sono dunque molto difficili da progettare e da gestire.
E' poi successo che Tex ha avuto bisogno di nuovi disegnatori e questi
li ha pescati quasi tutti da Magico Vento che già ne aveva pochi rispetto
alle sue esigenze.
Bisogna tenere in conto che i disegnatori più giovani, hanno difficoltà con i cavalli e con il western in generale. Dunque non arrivavano forze fresche a sostituire i nostri "campioni" che se ne andavano a Tex o altrove.
Due serie western in queste condizioni non si potevano mantenere. Ovviamente
sopravvive il più forte, cioè quello che vende di più. Io dal canto mio
non mi sono cosparso il capo di cenere, perchè da tempo volevo scrivere
altre cose. La mia nuova serie Volto Nascosto (sulla prima guerra coloniale
italiana) durata quattordici numeri, è andata molto bene e attualmente
ne sto progettando un'altra ambientata in Cina nel periodo della rivolta
dei boxer. Io ho bisogno di cambiare, non sono un autore mono-personaggio.
4) Dopo il finale, c'è qualche possibilità di pubblicazione di
albi speciali (senza fissa periodicità) di Magico Vento?
Al momento non ci penso. Se ci fosse una ribellione dei lettori contro la chiusura, valuteremo. Però io credo di aver raccontato tutto quello che volevo raccontare sul West.
Tra l'altro in questo periodo sto anche scrivendo degli episodi per Tex. Quindi ora preferisco pensare a storie di altro tipo.
5) Continuare a scrivere fumetti è nelle tue intenzioni? Ci sarebbe
qualche altra serie in produzione?
L'ho già in parte spiegato nelle risposte precedenti, posso solo aggiungere
che vorrei dedicarmi in futuro di più ai romanzi solo letterari. Il mio
nuovo romanzo appena uscito, "Ho freddo" (Gargoyle Books) sta andando
molto bene. C'è un sito www.hofreddo.it che chi fosse interessato può
andare a vedere per saperne di più. Nel sito c'è anche un documentario
di dieci minuti girato sui luoghi. Il romanzo riprende una storia che
avevo già trattato in breve su Magico Vento e cioè la storia della famiglia
Tillinghast e della Peste Vampirica della fine settecento, in Rhode Island.
In Magico Vento avevo raccontato questa storia da un punto di vista fantastico,
nel romanzo invece la racconto da un punto di vista storico, perchè quella
famiglia è esistita davvero. Insomma mi interessava raccontare i "real
vampires", non quelli con il mantello nero foderato di rosso. Ne è venuto
fuori un romanzo di 540 pagine.
In fumetto non avrei mai potuto fare una cosa del genere. Come scrittore letterario mi sento molto più libero. Non ho format da rispettare, né regole redazionali, e nemmeno devo dipendere dalla qualità dei disegnatori, posso davvero scrivere tutto quello che voglio e come voglio.
Ciò non significa affatto che io intenda smettere con i fumetti, e non escludo di creare prossimamente un'altra serie lunga se trovo l'idea giusta, ma intanto "Ho freddo" è già stato prenotato in molti paesi e ne sto pensando un seguito. Spero di riuscire a trovare anche un editore brasiliano, così potrete leggerlo e fare un confronto tra il Manfredi dei fumetti e quello dei romanzi... che sono sempre io, però, ripeto, in romanzo credo di riuscire a dare qualche sorpresa in più ai lettori.
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