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Gianfranco Manfredi parla della chiusura di Magico Vento

di Sidney Gusman (16-12-08

Gianfranco Manfredi1) Perchè hai deciso che la serie avrà una fine nel 2010? Arrivati lì si saranno esaurite tutte le storie di Ned Ellis che avresti voluto raccontare?

Negli anni Magico Vento è diventato un lungo romanzo/saga, nel quale i singoli episodi erano legati da una continuity sempre più stretta. Una storia così, deve avere una conclusione, altrimenti diventa una di quelle novelas infinite in cui i protagonisti invecchiano insieme al pubblico.

Ecco perchè ho voluto completare l'opera, ora che la serie è ancora vitale, evitando il rischio di un declino per mia stanchezza del genere western (che ormai scrivo da quindici anni) oppure per una progressiva diminuzione di vendite che costringerebbe ad abbassare la qualità facendo lavorare disegnatori meno bravi e che costano di meno, oppure ancora per um crollo di mercato che in questi tempi di crisi è più che possibile. Insomma, tutte queste considerazioni mi hanno spinto a completare il progetto.

2) Hai riservato qualcosa di grandioso per il finale? Cosa possono aspettarsi i lettori? Fino a che albo arriverà Magico Vento?

Magico Vento terminerà con l'episodio 130 (o 131) cui seguirà lo Speciale che avevamo tanto promesso ai lettori e che è diventato davvero "speciale" perchè dentro una cornice unitaria, ospiterà tre episodi inediti: uno (disegnato da Marcello) risale al principio della serie, un altro racconta la prima inchiesta giornalistica e investigativa di Poe e l'ultimo un episodio della vita di Ned verso la fine delle sue avventure, ambientato in Messico.

Le storie prima dello speciale (cioè quelle del 2009/2010) sono divise in tre cicli: il primo, in corso di pubblicazione in Italia, racconta dell'inseguimento di Ned a Hogan lungo tutto il corso del Mississippi fino allo scontro finale nelle paludi di New Orleans, il secondo racconta dello spostamento di Ned attraverso il Texas e il New Mexico per raggiungere i ribelli apache di Victorio in Arizona, e l'ultimo le guerre apache fino alla morte di Victorio in Messico.

Se avessi continuato oltre, avrei dovuto raccontare il declino delle nazioni indiane fino a Wounded Knee, e la storia sarebbe diventata tristissima.

3) Come ha reagito Sergio Bonelli? Nella Casa Editrice non è normale che le serie abbiano un inizio, mezzo e fine predefiniti.

Sergio è stato molto in dubbio. In questi ultimi anni si sono prodotte molte mini-serie, ma Sergio resta affezionato alle serie lunghe e potenzialmente infinite. Però queste serie oggi si trovano a dover risolvere notevoli problemi di numero dei disegnatori, degli sceneggiatori, di dimensioni dello staff... e sono dunque molto difficili da progettare e da gestire.

E' poi successo che Tex ha avuto bisogno di nuovi disegnatori e questi li ha pescati quasi tutti da Magico Vento che già ne aveva pochi rispetto alle sue esigenze.

Bisogna tenere in conto che i disegnatori più giovani, hanno difficoltà con i cavalli e con il western in generale. Dunque non arrivavano forze fresche a sostituire i nostri "campioni" che se ne andavano a Tex o altrove.

Due serie western in queste condizioni non si potevano mantenere. Ovviamente sopravvive il più forte, cioè quello che vende di più. Io dal canto mio non mi sono cosparso il capo di cenere, perchè da tempo volevo scrivere altre cose. La mia nuova serie Volto Nascosto (sulla prima guerra coloniale italiana) durata quattordici numeri, è andata molto bene e attualmente ne sto progettando un'altra ambientata in Cina nel periodo della rivolta dei boxer. Io ho bisogno di cambiare, non sono un autore mono-personaggio.

4) Dopo il finale, c'è qualche possibilità di pubblicazione di albi speciali (senza fissa periodicità) di Magico Vento?

Al momento non ci penso. Se ci fosse una ribellione dei lettori contro la chiusura, valuteremo. Però io credo di aver raccontato tutto quello che volevo raccontare sul West.

Tra l'altro in questo periodo sto anche scrivendo degli episodi per Tex. Quindi ora preferisco pensare a storie di altro tipo.

5) Continuare a scrivere fumetti è nelle tue intenzioni? Ci sarebbe qualche altra serie in produzione?

L'ho già in parte spiegato nelle risposte precedenti, posso solo aggiungere che vorrei dedicarmi in futuro di più ai romanzi solo letterari. Il mio nuovo romanzo appena uscito, "Ho freddo" (Gargoyle Books) sta andando molto bene. C'è un sito www.hofreddo.it che chi fosse interessato può andare a vedere per saperne di più. Nel sito c'è anche un documentario di dieci minuti girato sui luoghi. Il romanzo riprende una storia che avevo già trattato in breve su Magico Vento e cioè la storia della famiglia Tillinghast e della Peste Vampirica della fine settecento, in Rhode Island.

In Magico Vento avevo raccontato questa storia da un punto di vista fantastico, nel romanzo invece la racconto da un punto di vista storico, perchè quella famiglia è esistita davvero. Insomma mi interessava raccontare i "real vampires", non quelli con il mantello nero foderato di rosso. Ne è venuto fuori un romanzo di 540 pagine.

In fumetto non avrei mai potuto fare una cosa del genere. Come scrittore letterario mi sento molto più libero. Non ho format da rispettare, né regole redazionali, e nemmeno devo dipendere dalla qualità dei disegnatori, posso davvero scrivere tutto quello che voglio e come voglio.

Ciò non significa affatto che io intenda smettere con i fumetti, e non escludo di creare prossimamente un'altra serie lunga se trovo l'idea giusta, ma intanto "Ho freddo" è già stato prenotato in molti paesi e ne sto pensando un seguito. Spero di riuscire a trovare anche un editore brasiliano, così potrete leggerlo e fare un confronto tra il Manfredi dei fumetti e quello dei romanzi... che sono sempre io, però, ripeto, in romanzo credo di riuscire a dare qualche sorpresa in più ai lettori.

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